venerdì 30 maggio 2008

I CACCIATORI DI NAZI-KIMERE!

Poverini...in un certo qual mondo manco è colpa loro. Loro vedono i film, col neonazista burbero e barbaro, con le svastiche tatuate in faccia...e pensano "Beh! Anche da noi sarà così!".
Dopo il trionfo elettorale della destra ci vorrebbe proprio un bel fattaccio di cronaca che possa creare un caso "neofascisti" o meglio ancora "nazi-skin". E così da settimane è partita la caccia al nazi-skin... Lo si cerca, lo si evoca, non si sta più nella pelle nella speranza di vederne uno, con svastiche attaccate ai coglioni grosse come ruote di carro che affonda i denti voraci nella sua preda "diversa". Mi è rimasto in mente il servizio di Repubblica TV sui fatti del Pigneto, o meglio, sul RAID neonazista del Pigneto, come lo chiamavano loro -Clicca qui per vedere il servizio di Repubblica TV-. A un certo punto la giornalista chiede: "gli aggressori avevano delle svastiche?". L'equivalente dell'altra grande prova di giornalismo che si esprime quando al padre o alla madre del bambino ucciso domandano "cosa prova?". Svastiche? Qualcuno ha mai visto, anche solo in qualche concerto, gente con le "svastiche" addosso? La signora giornalista se era a caccia di omosessuali cosa avrebbe domandato? "Ha visto qualcuno con i cazzi disegnati in faccia?"Alla risposta titubante ma negativa dell'intervistato lei non demorde, e insiste: "Ha visto se tra loro c'era qualcuno con la testa rasata?" Grande segno distintivo la testa rasata...lo sappiamo. Mezza popolazione maschile italica, con problemi di calvizie, "porta" la testa rasata. Tutti nazi-skin. E così, mentre il vero "mazziere" (questo il nuovo termine usato dagli scribacchini in mancanza d'altro...forse il nostro dà le carte in qualche casinò), si va a costituire mostrando sull'avambraccio il tatuaggio col faccione del Che Guevara (e mentre si vocifera ci sia anche un uomo di colore tra gli aggressori), gli amati giornalisti continuano la loro infruttuosa caccia al NAZI-SKIN. Qualcuno dovrà pur spiegarglielo, prima o poi, che loro, i pennivendoli, inventarono al tempo il termine "nazi-skin" e che lo stereotipo a cui sono a caccia non è che vada proprio per la maggiore, almeno qui in Italia. E che comunque, anche fosse, nessuno in certi ambienti si definisce "nazi-skin"...per cui, scusate il machiavellismo, il nazi-skin non esiste. A cacciar chimere si perde solo tempo o, come nel caso dei nostri cari giornalisti, si accumulano solo ulteriori, pietose, figure di merda.

L'Ostile il Turbo-brunbrun-skin!

sabato 24 maggio 2008

UN OCCIDENTE CON LE CHIAPPE ALL'ARIA!

I giornali si sbrodolano, si gongolano, ammiccano, si toccano, raspano, masturbano e infine eiaculano...in faccia ai lettori, allegri burattini dagli ormoni perennemente tintillati, i capezzoli turgidi, la bavetta alla bocca, la fotocamera del cellulare pronta. È pornografia generalizzata, di massa, concettuale, antropologica...la pornografia dell'anima. La potenza del nudo perennemente vituperata e svilita dal suo uso quotidiano, industriale, quasi asettico. Altro che fumetti porno, filmini hard o siti web di qualche attricella in erba; bei tempi quelli! Nel nuovo Occidente voyeristico, dove più che fare si sbircia, anche la masturbazione perde la sua fisicità e diventa puro esercizio celebrale mascherato da cronaca. Così eccolo qui il nuovo Occidente, quello che non si spiega perché certi ostinati fanatici arabo orientali non ci stiano a trasformare la propria civiltà da patriarcale/maschilista in puttanaio a cielo aperto.

I giornali ormai non sanno manco più cosa scrivono! Ciò che serve è solo un'occasione per sfrugugliare le zone basse dei propri lettori, in caccia di un po' di "audience". Così un gruppo di amazzoni nude a cavallo diviene un'occasione per raccogliere fondi contro il cancro (!)...immaginiamo si stia parlando di cancro alla prostata naturalmente. Ma, a quanto ci scrivono, anche un modo per finanziare un non ben specificato lancio in DVD di un altrettanto non specificato film su Lady Godiva. Cazzate al chilo, veicolate grazie a corpi femminili anch'essi tanto al chilo. Qualche chilo di culi, un qualche etto di tette e se ci scappa pure un paio di peli di potta...tanto è per beneficenza. E se non è beneficenza è arte. Un'arte fatta di culi, cazzi, scempi, disordini, sacchetti di vomito, foto pedo-pornografiche, quarti di manzo appesi, ponti impacchettati, gente appesa, pitali fosforescenti, icone transessuali...perché l'arte è la massima espressione di un popolo, e qui non abbiamo proprio più niente da esprimere!
L'Arte, quella vera, è quella dei giornalisti e dei loro editori, l'arte della manipolazione e invenzione delle notizie, un'arte che però a lungo andare ha fatto perdere la bussola al popolo dei pennivendoli. Così, se il bullo di turno brucia i capelli della vittima di turno, esce fuori un non ben specificato materiale neonazista di turno nel computer del bullo di turno che trattava, guarda un po', proprio di bruciamento crinologico. Il famoso piano K22 con cui la ferocia nazista voleva rendere calvi tutti gli elementi di razza inferiore...attendiamo il prossimo libro del solito sopravvissuto di turno che ci racconti questa nuova cazzata.

I giornali si dividono sapientemente tra finto stupore di fatti di cronaca riguardanti minori scoperecci, sadici e torturatori, e la promulgazione di ideali libertini, veri e propri inviti alla prostituzione collettiva. La tennista di turno finalmente decide di mettersi anche lei a culo all'aria in mezzo ai ferri del mestiere: palle e manico (come sbagliarsi?), di racchetta. Il nobile motivo questa volta è la ricerca di uno sponsor, ovvero soldi. A me hanno insegnato che spogliarsi o concedersi carnalmente per soldi significa essere puttana. Dello stesso avviso non sembra però essere la stampa mondiale che omaggia con articoli e notorietà tali imprese...salvo poi sgranare gli occhi quando il solito gruppo di adolescenti di turno mette su you-tube le proprie orgiette tra dodicenni.
Ma anche qui la piaga "neonazista" arriverà in aiuto...ti pare che in uno dei PC di questi ragazzini dall'ormone facile, non ci sia materiale nazistoide con centinaia di persone messe in fila nude davanti alle docce? Stai a vedere che anche tutti questi culi all'aria dei giorni nostri non siano colpa dei perfidi "nazi-skin"?

L'Ostile.

TORNA L'OSTILE!!!

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Dopo più di tre mesi di assenza torna finalmente il blog più audace della rete. Ci scusiamo con tutti i nostri amati sostenitori per la lunga assenza.

Il neonato governo di centro-destra in questi giorni pianifica e inizia a manifestare la sua linea politica. L'Ostile non si esprime in merito...attendiamo tempi più maturi. Il fatto che il vecchio carrozzone Europoide faccia brontolare il suo delicato stomaco ci sembra un buon segno, il fatto che questa attuale classe politica si confermi come continuità con la solita canaglia parlamentare che ha fatto del Paese la propria puttana da spolpare rimane un triste realtà. Sta a loro dimostrare che ci sbagliamo. Rimane comunque che, dopo 2 anni di asfissiante governo Prodi, questa svolta di centro-destra, seppur lontana anni luce da ciò che ci saremmo augurati per il bene del Paese e degli Italiani, rappresenta un boccata d'ossigeno forse in grado almeno in parte di rimettere in moto la Nazione. Noi preferiremmo rimettere in moto gli Italiani, i loro spiriti, la loro audacia, la loro capacità costruttiva e creativa, la loro adesione ai valori Patrii, al sangue Europeo, Classico, virile ed archetipo...per ora ci accontenteremo di non pagare l'ICI e, volesse l'Altissimo, spedire a casa un po' di questi ROM che pasteggiano da decenni a spese nostre nelle nostre città. Sempre meglio dei Gay pride.

L'Ostile

lunedì 18 febbraio 2008

TORNA IL CIRCO...SI RADUNI IL GREGGE!

Finito il governo Prodi (più che una legislatura un coitus interruptus), il gregge democratico già fibrilla, finita l'epoca dei micropartitini due giganti gassose vorrebbero dominare il futuro del paese...i loro simboli sono di fatto un programma. Da un lato abbiamo una scritta sopra un tricolore, un esplosione di valori significanti, una stricia tricolore, il nome del partito e via! Come andare al cesso! Dall'altro lato, siccome i colori nazionali sarebbero imbarazzanti si preferisce la bandiera Europea, essa stessa iconograficamente potente (sfondo azzurro e una spruzzatina di stelline stile Hello Kitty), e un rametto d'olivo in onore a Prodi. In attesa della sintesi finale, un cerchio azzuro da un lato e un cerchio rosa checca dall'altro, l'Ostile per le prossime elezioni del 13 aprile consiglia l'unico gesto sano e virtuoso in grado di riconsegnare al paese e al popolo italiano la speranza e la forza che gli spettano: Saluto Romano!

L'Ostile

domenica 10 febbraio 2008

sabato 9 febbraio 2008

MEMORIA A SENSO UNICO...


Quando aprii il blog volli trovare un idea originale per descriverlo e dargli uno spessore diverso...inventai il termine "Etnomasochismo" (di cui mi concedo il vanto della paternità). L'avvicinarsi della triste data del 10 febbraio, giorno in ricordo di tutte le vittime delle foibe, mi dà l'occasione di ricordare cos'è l'etnomasochismo. Il delirio autocastrante di quella canaglia disordinata che ancor oggi osa scendere in piazza, o alzare la voce dei consigli comunali nel tentativo di bloccare e disturbare l'Italia che, nel giorno del lutto e del cordoglio vorrebbe ricordare le proprie vittime. Degna progenie di quel presidente Pertini, il presidente partigiano, che preferì presenziare ai funerali del genocida Tito baciarne la bara pittosto che, con un moto d'orgoglio, rifiutare il grottesco spettacolo etnomasochista di chi omaggia le spoglie dei carnefici della propria gente. Nessun motivo, nessuna ragione politica o ragion di stato può giustificare il consapelovole occultamento della tragedia Istriana, dei nostri compatrioti che lì vi perirono, e degli omaggi postumi che ancor oggi da alcune frange della sinitra vengono all'autore di tale carneficina. Un popolo che ignora le proprie vittime, ed esalta solo le proprie colpe è un acefalo mostro castrato e senza futuro. Etnomasochismo. L'Ostile

Il Presidente della Repubblica Sandro Pertini rende omaggio al feretro del massacratore di Italiani il Maresciallo Tito. Cosa vedeva Pretini in Tito tanto da portarlo a compiere un gesto così etnomasochista? Scandalo!

venerdì 8 febbraio 2008

SE ANCHE VELTRONI LI ABBANDONA...CHE NE SARA' DEI POVERI COMUNISTI DURI E PURI?

Veltroni con mossa a sorpresa sostiene che alle prossime elezioni correrà da solo, senza alleanze di sorta col fitto e rissoso sottobosco di rossi e meno rossi . L'Ostile, da sempre attento alla tragedia delle specie in via d'estinzione, si pone una domanda: che ne sarà dei poveri comunisti? Sempre più soli, nel loro mondo di spinelli e immigrati, i nostri piccoli folletti rossi già orfani della classe operaia, ora anche del patrono moderato, non rischieranno mica di sparire per sempre? Ma in fondo, anche se fosse, chi ne sentirebbe la mancanza? Noi credo di no.
L'Ostile.

mercoledì 6 febbraio 2008

LA CLINICA DEGLI ORRORI: ESPERIMENTO GENETICO POLIGAMO!

Davvero la scienza è qualcosa di assoluto e neutrale, cui prestare ossequio senza ma e senza se? La ricerca è un assoluto che non ha alcuna regola salvo l'andare oltre? Ieri è stato dato l'annuncio di un nuovo clamoroso progresso scientifico. In un laboratorio inglese si è riuscito a creare un bambino lavorando con il patrimonio genetico di un uomo e due donne. Tre-genitori-tre. Gli scienziati dell'Università di Newcastle sono soddisfatti ma prudenti: occorreranno altri esperimenti. Essi garantiscono così che sarà possibile evitare almeno 40 malattie ereditarie, tipo epilessia, cecità e sordità. In che senso? Si prende tutto il Dna del padre sano. Quanto all'aspirante madre si elimina la parte portatrice di qualche tara, e la si sostituisce con materiale genetico (il Dna mitocondriale) di un'altra donna, che sarà mamma per un quarto, o forse un terzo del bambino.
Da Libero.

Nuovo passo indietro per l'umanità. Orrore.
L'Ostile.


mercoledì 30 gennaio 2008

UNA CARNEVALATA PER L'OLOCAUSTO.

Il Corriere.it
RIO DE JANEIRO
- Costumi, musica ad alto volume, alcol e tanti corpi nudi: il famosissimo carnevale di Rio è per lo più un gigantesco spettacolo colorato. Tuttavia, una scuola di samba intende sfilare nei prossimi giorni ricordando le vittime dell'Olocausto. I responsabili delle comunità ebraiche sono sconcertati. «Shockers» (Pelle d'oca) è il tema centrale per gli otto carri della scuola di samba di Viradouro quali «shock della nascita», «shock dell'horror» e «shock del freddo». Uno dei carri intende però scioccare mostrando la strage nazista di ebrei, omosessuali, disabili, avversari politici e tanti altri sterminati con un centinaio di sagome immobili e scheletriche ammucchiate una sull'altra. AMMONIMENTO - «È un carro di tutto rispetto e vuole essere una sorta di ammonimento affinché l'Olocausto non si ripeta mai più, non vuole offendere nessuno», si è difeso il creatore dell'opera, Paulo Barros. Sul carro, per riguardo ai parenti delle vittime, non è prevista l'esibizione di ballerine succinte, assicura l'organizzazione. A ogni modo sembra che la scelta si stata di cattivo gusto per le comunità ebraiche brasiliane. E la vicenda in questi giorni ha avuto una grande eco anche fuori dai confini nazionali.

Emblematico. Abbiamo un carro del carnevale di Rio, che passa per essere celebrazione mondiale massima della festa. Abbiamo la voglia si shockare che è, a quanto pare in questi tempi bui, una forma d'Arte di per sé. Appoi abbiamo l'olocausto...o meglio, abbiamo tutti coloro che hanno investito e consumato un quotidiano impegno per fare dell'olocausto un argomento principe, un valore dell'umanità intera, una verità assoluta alla quale non è concesso esimersi. Ora costoro iniziano a raccogliere i frutti di questa politica di elevazione a potenza. Qualche tempo fa ne ebbi le prime avvisaglie: in un quotidiano nazionale nella pagina del cinema, sotto l'immagine del film "Senza destino" la didascalia recitava "genere: olocausto". Un genere, quindi di rimando una riduzione di valore, così come potrebbe esserlo per un film capolavoro, drammatico, ma con sotto un generico "western". La sovraesposizione mediatica e planetaria dell'olocausto non potrà a lungo andare che portare a cose sempre "peggiori" e al risultato opposto a quello che si era preposto: ovvero un distacco sempre maggiore dalla realtà, verso posizioni nebbiose e indefinite, di genere appunto. Perché la scuola di samba non dovrebbe farci un carro? In fondo si tratta di una celebrazione importante, in fondo si tratta di Arte (se lo sono pure i murales che piagano le città, i monumenti incartati, i quarti di manzo appesi in galleria e l'orinatorio di Duchamp...), in fondo si vuole shockare (massimo e unico scopo dell'arte moderna), non si è fatto altro che affrontare un...genere. E banale e di genere è la risposta del curatore del carro alle polemiche:"È un carro di tutto rispetto e vuole essere una sorta di ammonimento affinché l'Olocausto non si ripeta mai più". Mhh, che shock! Che originalità.
L'Ostile

SEMPRE PIU' MULTIETNICA LA FAMIGLIA ITALIANA! PEANA DI UN FALLIMENTO!

Pubblichiamo un articolo del Corriere di oggi dove si "analizza", ma forse dovremmo dire "incensa", il dato della crescente presenza di famiglie meticce in Italia. Non paghi di aver dato vita a una civiltà di vecchi a natalità zero, se ne vorrebbe anche la spallata finale andando a intaccare la linearità antropologica e culturale del Paese. L'articolo in questione è un vero e proprio peana, sbrodolante ottimismo, capace di mostrare anche gli aspetti negativi nella loro ottica migliore (con il ben noto utilizzo di un linguaggio artefatto e deviato, che è la neolingua di giornalisti e addetti al marketing). Perché, come diceva Iago nell'Otello "...è comprendosi dei profumi del paradiso che il diavolo tesse i suoi piani più diabolici".
Da il Corriere.it
I nipoti dei nostri figli parleranno due lingue senza doverle studiare, si
districheranno con scioltezza tra le sure del Corano e i libri dei Vangeli, trascorreranno un Natale al freddo e quello dopo al caldo, mangeranno d'abitudine salato a colazione e, per strada,(insomma un trionfo luminoso dove si passerà dalle Marloboro al Narghilé con scioltezza e ci si sentirà finalmente liberi di non usare il bidet, questo fastidioso vezzo tutt italiano NdO), non osserveranno più gli incroci interrazziali con occhi da pesci d'acquario perché loro stessi avranno radici frastagliate e profondissime (frastagliate di certo, profondissime non è ben chiaro come, non si capisce infatti dov'è che dovrebbero radicare tali radici NdO). Saranno, infatti, i figli dei figli di un matrimonio misto. L'Italia che si trasforma sotto la spinta propulsiva dei flussi migratori cambia il colore della sua pelle, la foggia dei suoi abiti, il sistema di valori in cui credere, le religioni da professare, il modo di mangiare e persino di innamorarsi (roba da niente insomma, come cambiarsi i lacci delle scarpe NdO). E in questo magma sociale incandescente e in continuo movimento (che eccitazione! che brivido! quasi un orgasmo NdO), le coppie miste (erano appena 58 mila nel 1991, superavano già le 200 mila unità nel 2005, ora crescono al ritmo di oltre 6 mila all'anno) sono fondamentali nel processo di trasformazione interetnica e interculturale del nostro Paese. Sebbene certi matrimoni finalizzati all'acquisto della cittadinanza siano di comodo e alimentino un vero e proprio mercato, l'Italia del futuro è qui e oggi (possiamo infatti ammirarla ogni giorno nel suo costante splendore, ovvero degrado NdO), leggibile in filigrana nella situazione attuale: un matrimonio su sette coinvolge ormai un cittadino straniero (ma solo il 20 per cento ha come protagoniste le donne italiane rispetto agli uomini), senza considerare le coppie di fatto, di difficile quantificazione.
Fin qui tutto rose e fiori certo...ma per darsi un alone di credibilità l'articolista pensa bene di far vedere anche qualche macchia in quest'osanna...ma niente paura, trovato il problema trovata la soluzione:

A rischio rottura
Quell'operoso laboratorio culturale (!?! NdO), chiamato coppia mista, però, per lo scontro tra identità cui dà spesso origine è anche un vulcano perennemente sull'orlo dell'eruzione. «Si discute e si litiga su come spendere i soldi, su come risparmiare, sui regali al partner e ai familiari, sulle vacanze, sull'educazione dei figli — continua la professoressa Tognetti —. Non è la religione, che pure incide, il principale elemento di rottura. È la quotidianità che porta ai grandi scontri e nasce dalla difficoltà di riposizionarsi continuamente nei ruoli di una famiglia atipica. Poi ci sono le diversità legate alla differenza di età e di livello d'istruzione. Ma il vero limite delle unioni miste è il fatto di essere ancora isolate dalla nostra società ». (Chiaro no? Le cose non funzionano al meglio ma non perché siano tarate loro, eh no! Colpa della società che li rifiuta, del limite di certa gentaglia che si ostina a resistere al fantastrabiliantoso mondo multietnico di nuovo millennio. Perché quando si tratta di neri, musulmani, cinesi, interlpoluzioni e interazioni etnico culturali, più diversità si hanno e meglio è...però quando si tratta di opinioni e modelli di vita, vade retro!, una ce n'è e una sola deve essere NdO).
Il valore percentuale dei divorzi misti e delle separazioni miste si aggira intorno all'80%, con tendenza nettamente più elevata al divorzio: una coppia interraziale su tre, in pratica, si spezza e il tasso di divorzio è circa il doppio di quello italiano (cioé, in pratica, un fallimento su tutta la linea! NdO).
L'articolo volge al termine e, tanto per non lasciare nulla alla libera interpretazione, urge una chiosa di quelle a effetto, con lacrimuccia buonista da bravi evirati italiani, che spinga il lettore ad accettare quanto detto come un felice dato di fatto a cui nulla sia possibile opporre:
Se il futuro è già qui, ed è oggi, quale Italia dobbiamo aspettarci negli anni a venire? Un mercato matrimoniale molto fluido e aperto, innanzitutto, nel quale non ci si interrogherà più sul numero delle coppie miste ma, piuttosto, sulle molteplici forme-famiglia a nostra disposizione. Una Repubblica fondata sul lavoro (quale lavoro? NdO) e, forse, sui matrimoni misti-misti, cioè tra individui migranti appartenenti a due Paesi diversi. Italiani d'adozione ma non d'origine. O, per meglio dire, italiani. E basta. (Italiani -punto- E basta - punto - Squilli di trobe! Il pensiero unico questo è e questo sarà, e basta! oh! e che diamine! uff! Eh cazzo! NdO).
La messa è finita, il Verbo vi è stato dato. Andate pure in pace a fornicare col vostro partner dell'altro emisfero, abortite, divorziate, consumate. E basta.
L'Ostile

martedì 29 gennaio 2008

LA PLASTICA NEL PANE...E I CAMPI TRASFORMATI IN OSPEDALI...

Secondo le fonti dell'associazione animalista americana PETA, la multinazionale MARS avrebbe incaricato l'Università della California di San Francisco di sostenere numerosi test su cavie animali vive (leggi vivisezione). Qualcuno si domanderà cosa cazzo avrà da testare una fabbrica di cioccolate su delle cavie? Secondo i resoconti ufficiali scopo dei test sarebbe quello di "stabilire l'effetto della cioccolata sui vasi sanguigni degli animali" (!). Esperimenti che, sempre secondo la PETA, non sarebbero ne necessari, ne obbligatori per legge...uno fra tanti: "Nutrire a forza i topi con tubi di gomma in gola per poi estrargli fuori un'arteria che verrà seguitamente occlusa con una pinzetta per bloccare il flusso del sangue". (Ne ho tradotto un altro che potete trovare in fondo al post, la lista completa dei vari test la trovate sul sito della PETA dedicato alla MARS: Mars Candy Kills! ).

La domanda che ci si pone è però un'altra, e visto che quelli del PETA non se la fanno (troppo americani o troppo frikkettoni per farsela), la facciamo noi: ma davvero c'è bisogno di testare in laboratorio la CIOCCOLATA?? Un'alimento di cui ci si nutre da secoli? Come se mia nonna domani anziché fare le melanzane alla parmigiana col parmigiano ci mettesse il pecorino: no no cara nonna, prima me la testi in laboratorio, poi semmai la assaggio. "...la plastica nel pane...la chimica nei campi trasformati in ospedali...i geni del salmone piantati nella frutta, un mondo rivoltato nella natura tutta..." cantava la Compagnia dell'Anello...ecco che allora le cose si fanno più chiare! Quello che certe industrie sono costrette a testare sono ben altre porcherie, componenti chimici quotidianamente usati per alterare ciò che la terra ci dona, alfine di ottimizzare i guadagni, ridurre le spese e generare nel cliente assuefazione al prodotto. Quando si guardano le confezioni di yougurt e succhi di frutta al supermercato ci si domanda perché non vengano venduti in farmacia. Le aziende hanno fiutato l'affare e non ci si nasconde più dietro fantomatiche genuinità, anzi ci si vanta delle proprie potenzialità chimiche: vitamine e pro-vitamine di varia natura, ferro per le ossa e selenio per non invecchiare, omega 3 e enzimi dai nomi stile Walt Disney tipo il "regularis"...Regularis perché il suo compito e tenervi gli intestini in ordine...se il suo scopo fosse stato mandarvi al bagno magari qualche esperto marketing con 24 ore e spinello in bocca l'avrebbe chiamato "cacafortis". Per non parlare dei prodotti non alimentari come i saponi...tutte specialità esotiche con "lavanda" "latte di mandorle" "fiori d'oppio" e altre amenità del genere, quando poi per esempio quasi tutti vengono fatti col "lemonene" elemento chimico estratto dai pneumatici usati! Quindi: cos'è che ha bisogno di testare la MARS? Cioccolata? Bah, chi può dirlo; nel dubbio li lascio ai loro esperimenti da piccolo chimico. Addio M&M's...tornerò al più consueto pane e salame.
L'Ostile

La Peta non è la moglie del peto, ma più esattamente un organo indipendente, nato in America ma con sedi sparse in giro per il mondo, che si batte a livello mondiale per i diritti degli animali (tutti tranne quelli da parlamento).
Molte le battaglie svolte dai suoi militanti, spesso infiltrati in aziende "animal killer" come catene di fast food ( KFC ), produttori di cibo per animali domestici ( Iams ), e produttori di pellame e pellicce che nei loro allevamenti non vanno tanto per il sottile (Burberry).

"La mars ha condotto degli esperimenti per studiare che tipo d'effetto avesse un ingrediente della cioccolata (il PQQ) sul metabolismo di topi nani ponendo quest'ultimi in camere metaboliche di plexiglas piccole più o meno quanto mezza lattina di coca cola. La camera veniva poi immersa in una vasca di acqua fredda dove gli spaventati topini venivano fatti respirare in maniera artificiale. Coloro che hanno effettuato gli esperimenti hanno poi inserito dei tubi nelle gole dei topi, tutti i giorni e per 10 giorni, per somministragli forzatamente il PQQ. Quindi gli animali sono stati vivisezionati per ulteriori analisi e infine uccisi"
Fonte: Mars Candy Kills!

lunedì 28 gennaio 2008

ITALIANI PIU' POVERI! SOLUZIONE? PIU' CASE AGLI STRANIERI!

Articolo e vignetta da "il Megafono" di gennaio. Leggi il Megafono notiziario di opposizione Nazionale!
Negli ultimi dieci anni l’incremento degli affitti nelle aree urbane è stato del 66,7%. Le difficoltà incontrate per far fronte al caro-rate si traducono sempre più spesso in una debacle, tanto che nel 2006 il numero di pignoramenti ed esecuzioni è salito del 20%. A pesare sui portafogli delle famiglie è soprattutto il fatto che i mutui erogati sono per il 91% a tasso variabile. Mutuo che è quasi un ergastolo: la durata media dei nuovi mutui erogati tende ad allungarsi a dismisura. Se nel 2004 era pari a 18,4 anni, nel 2006 si è attestata a 22,2 anni, con un aumento di quasi il 20%. Risultato: famiglie italiane indebitate per 180 miliardi di euro tra finanziamenti e mutui.
Di una casa non si può certo fare a meno, e l’esigenza di poter accedere ad un alloggio pubblico si fa sempre più pressante per migliaia di persone. Sono 150 mila le famiglie sotto sfratto, 600 mila quelle in lista di attesa per un alloggio pubblico. Ma la casa popolare è un miraggio anche perché lo stato investe sempre meno in questo genere di edilizia. Attualmente sono circa 800 mila gli alloggi di edilizia residenziale pubblica dati in affitto, cifra che rappresenta solo il 4% del patrimonio abitativo nazionale. Secondo i dati del Ministero della Solidarietà sociale, nel 1984 si costruivano 36 mila alloggi popolari. Nel 2004 il numero è sceso a 1.900, perché il fondo Gescal (gestione case lavoratori) sul quale si reggeva il sistema non viene più finanziato a partire dalla riforma Dini del 1992. Tale fondo va esaurendosi anche perché è stato spesso utilizzato per fini diversi da quelli per cui era preposto. Alla scarsità di alloggi pubblici a disposizione, si aggiunge il sovraffollamento di immigrati in raduatoria. In Italia infatti oltre il 30% delle case popolari è mediamente assegnato agli extracomunitari. In alcune città del nord si raggiunge o supera la soglia del 50%. Il quadro è disarmante: se di alloggi pubblici liberi ce ne sono pochi, e per di più vanno agli immigrati, cosa resta agli italiani che ne avrebbero realmente necessità assoluta?
Il Megafono.